L’originalità della Nea si manifesta già nello stile, suggestivo e avveniristico, in sintonia con i contenuti tecnologici. La vettura, infatti, è segnata da linee forti e spalle larghe che suggeriscono robustezza.
Appare alta e compatta per adattarsi meglio alle esigenze cittadine. A prima vista colpisce il tetto trasparente. Questo è sostenuto dall’intelaiatura che nella parte anteriore affonda sotto il vetro come un bastone immerso nell’acqua. È il gioco delle trasformazioni tra visibile e invisibile, tra fisico e virtuale che caratterizza Lancia Nea.
La calandra è scavata nel cofano. I fanali, autoadattativi, sono disposti come le lamelle di una veneziana e riuniscono in un solo corpo tutte le funzioni luminose.
Quando la vettura è parcheggiata i cristalli elettrocromici sembrano inesistenti, perché si mimetizzano con il colore della carrozzeria.
Anche l’arredamento è caratterizzato da soluzioni innovative: rivestimenti in sughero conferiscono al tempo stesso originalità, classe e modernità. E non mancano metalli e tessuti che ricordano la forza del titanio e la morbidezza del cachemire.
Alla prima occhiata, l’abitacolo spicca per la sobrietà e la mancanza di elementi ridondanti. Il pavimento è totalmente piatto e c’è un grande ambiente vivibile nel quale “navigano” i sedili. È lo spazio che diventa “lusso” e nello scambio di oggetti fisici con oggetti virtuali (servizi e informazioni) crea una possibilità abitativa nuova.
Nell’area del guidatore, insieme con il volante e i comandi, trovano posto un totem sormontato dal masterizzatore per i CD e, quasi sospeso dietro il volante, un nastro trasparente a forma di onda, nel quale sono “immersi” quattro schermi.
Il primo, subito dietro il volante, visualizza la strumentazione e le più importanti funzioni di viaggio di Nea, mentre gli altri tre inviano in diretta le immagini raccolte dalle telecamere esterne.
Realizzata in un gel morbido e antiurto (offre sicurezza psicologica), l'”onda” è trasparente e dà la sensazione che i display galleggino nello spazio richiamando, per la prima volta, il concetto di interfaccia virtuale finora visto solo nei film di fantascienza.
La Nea venne mostrata per la prima volta al Salone di Parigi del 2000, progettata presso il centro ricerche Fiat a Torino e realizzata dall’I.DeA Institute di Moncalieri. Quest’ultima fu un’azienda che progettò tantissime vetture che hanno fatto la storia dell’automobile.
La Nea era una profusione di tecnologia al punto che tutti i pulsanti vennero eliminati in cambio dei comandi vocali, e stiamo parlando di ben 23 anni fa. In poche parole bastava dialogare con l’auto per ottenere ciò che si desiderava: fu il primo assistente vocale mai creato.

Le porte si aprivano premendo leggermente sul montante, mentre il sedile ruotava per accogliere meglio il guidatore. Per mettere in moto l’auto, che montava un turbodiesel da 110 cavalli, bastava sfiorare uno schermo, ma non era finita qui perchè la piccola Lancia montava anche uno dei primi sistemi di guida automatica, utile soprattutto per parcheggiare e dribblare gli ostacoli.

Nell’abitacolo trovavamo inoltre un lettore DVD, il collegamento internet, un telefono e persino un masterizzatore CD. I display erano invece elettrocromici nel senso che modificavano la propria trasparenza a seconda della luce che filtrava nell’abitacolo.

Che dire, una vettura che ha anticipato i tempi di almeno due decadi e anche nelle forme ha di fatto svelato in anteprima come sarebbe stata la Lancia Ypsilon ancora oggi in commercio. Qui sotto la foto della plancia della Lancia Nea.




